lunedì 25 agosto 2008

Saluti


Ciao ragazze, come va? Anche per me le vacanze sono finite! E' giunto il momento di darci un nuovo appuntamento per confrontare e mettere insieme il nostro lavoro. Io questa settimana sono sempre disponibile. A presto

IL DNA ANTICO RACCONTA


Le molecole degli acidi nucleici possono sopravvivere, in opportune condizioni, sicuramente per almeno 50-100.000 anni.
Con l'introduzione delle tecniche molecolari di clonaggio genico, nel 1984 Higushi ottenne la prima sequenza di DNA antico dal tessuto animale. Si trattava del "quagga", un membro della famiglia del cavallo, estinto circa 150 anni fa, che fu collocato filogeneticamente molto più vicino alla zebra che a qualsiasi altro equide.
Il primo tentativo di ottenere DNA antico (aDNA) da resti umani fu realizzato a partire da una mummia di circa 2.000 anni, una pricipessa cinese della dinastia Han occidentale.
Il primo esperimento di successo si ebbe nel 1985, quando si riuscì a clonare aDNA estratto da una mummia egiziana. Nel 1987 con l'invenzione della PCR si riuscì ad amplificare aDNA da ossa e denti.
Tra i risultati più significativi ottenuti dallo studio del aDNA vanno ricordati quelli relativi ad antiche popolazioni aborigene dell'America e delle isole del Pacifico, che hanno permesso di delineare un quadro più accurato del popolamento umano di queste aree; lo studio condotto sul famoso "Uomo dei ghiacci" rinvenuto nel 1991 sulle Alpi del Tirolo, che ha confermato l'autenticità della mummia, antica di 5.000 anni; il riconoscimento di Che Guevara e dei membri della famiglia dell'ultimo zar di Russia.

venerdì 22 agosto 2008

A che punto siamo?


Salve ragazze!!! Ben tornate dalle vacanze... Le mie? Brevi ma intense! Da qualche giorno ho ripreso a sistemare il materiale per il nostro lavoro finale e buttato giu l'inizio della presentazione ppt. Ma urge un incontro per mettere insieme le noste menti scientifiche e scanbiarci le idee in merito alle tecnologie da adottare in questo progetto. Il video è pronto, sono alla ricerca di un programma che mi aiuti a spezzettarlo per poi inserire i vari frammenti nella presentazione. Sicuramente per chi legge sarà incomprensibile quello che vi sto dicendo, ma, come detto in precedenza, questo blog vuol essere non solo uno strumento per far conoscere il nostro progetto finale ma anche un mezzo per noi collaboratrici per comunicare, viste le distanze che ci separano... Per i curiosi, di sicuro quando sarà tutto pronto saremo entusiaste di presentarvelo grazie all'inserimento del nostro lavoro su slideshare, ma nel frattempo potrete solo farci un in bocca al lupo e darci suggerimenti o chiederci informazioni su tutto ciò che stiamo elaborando. A prestoooooooo

giovedì 21 agosto 2008

Per saperne di più...


Il DNA costituisce il materiale genetico della cellula. Esso, infatti, contiene il patrimonio ereditario di ogni organismo, scritto nel codice genetico; l’RNA rappresenta il tramite attraverso cui le istruzioni del DNA si traducono nella sintesi proteica: queste, rivestono un’importanza fondamentale per lo svolgimento di tutte le attività alla base dei processi vitali.

Tutte le varie forme di vita hanno un proprio codice genetico. Ma tutte, dai virus ai batteri fino ai mammiferi e alle piante, trasmettono le informazioni genetiche servendosi di una uguale molecola detta Dna (acido desossiribonucleico). E' una molecola dalla struttura a doppia elica e lunghissima, tanto che se venisse srotolata raggiungerebbe anche i due metri. Le informazioni genetiche sono scritte nella struttura del Dna attraverso quattro molecole molto più piccole, dette "basi": adenina (A), guanina (G), citosina (C), timina (T), che costituiscono, per così dire, l'alfabeto del codice genetico. Il Dna dà istruzioni alle cellule per la sintesi di varie proteine e tutte le attività degli individui viventi vengono controllate dal lavoro delle proteine. Il Dna, da tre miliardi di anni fa a oggi, ha prodotto vari cambiamenti e ha dato origine a svariate forme di vita sulla Terra, tanto che la vita può essere considerata il mezzo di trasmissione del Dna di generazione in generazione. Questa molecola ha una caratteristica fondamentale: è in grado di autoriprodursi, così può trasmettere il suo codice genetico ai discendenti dell'organismo di cui fa parte.

Numerosi sono fino ad ora gli studi effettuati sulla molecola della vita e importanti sono i risultati ottenuti mediante la "tecnologia del DNA ricombinante", che consiste in un complesso insieme di tecniche di manipolazione del DNA che consentono di isolare dei brevi segmenti di tale molecola, per moltiplicarli, studiarne la sequenza nucleotidica, trasferirli nel genoma di altre cellule controllandone l’incorporazione e l’espressione. Le tappe necessarie sono:

- Avere segmenti abbastanza piccoli da essere analizzati e manipolati: attraverso specifici enzimi, detti enzimi di restrizione (che tagliano le molecole estranee di DNA in piccoli segmenti, prima che vengano duplicati o trascritti. Il taglio è effettuato presso sequenze nucleotidiche specifiche, dette di riconoscimento), oppure attraverso l’enzima trascrittasi inversa (che catalizza la trascrizione dell’mRNA in cDNA. Dopo che è avvenuta la sintesi di un filamento singolo di DNA, il filamento di RNA messaggero viene eliminato. Infine si assembla il secondo filamento di DNA, usando il primo come stampo).

- Avere grosse quantità di questi piccoli frammenti, attraverso 2 tecniche: clonazione del DNA (attraverso vettori plasmidoici o virus, in grado di trasportare i segmenti di DNA da moltiplicare nelle cellule batteriche), oppure mediante la PCR (processo che è in grado di partire da un piccolissimo campione di DNA e in poche ore sintetizzarne milioni di copie. Pertanto risulta più rapido rispetto alla clonazione del DNA e differentemente da questa necessita della conoscenza delle sequenze nucleotidiche di ciascuna estremità del segmento di DNA che si vuole copiare. In campo medico questa tecnica è usata per la diagnosi prenatale delle malattie genetiche e per la ricerca d’infezioni causate da virus latenti come l'AIDS).

- Conoscere la sequenza nucleotidica dei frammenti da esaminare, attraverso i sistemi di sequanziamento del DNA (elettroforesi e reazione chimiche).

- Identificare i segmenti specifici di DNA, attraverso l'utilizzo di sonde (mRNA, sequenze di DNA o segmenti di DNA sintetici, marcati con isotopi radioattivi, che cerchino segmenti di DNA o RNA con una sequenza complementare), o mediante l'ibridazione (appaiamento di sequenze complementari).

Grazie a queste tecnologie la scienza è in grado di studiare il genoma umano, produrre farmaci e diagnosticare precocemente le malattie.